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Avviso Smart Working – Voucher dal 16 dicembre 2020

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ASSE 1 OCCUPAZIONE / AZIONE 8.6.1

Il bando di Regione Lombardia è stato finanziato grazie al Fondo Sociale Europeo per “promuovere modelli di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività in azienda ed agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, eliminando il vincolo del luogo ove deve essere svolta la prestazione e lasciando libertà di scelta al lavoratore”.

Il Bando è destinato ad imprese lombarde, con almeno 3 dipendenti, interessate all’adozione ed attuazione del Piano di Smart Working.

Presentazione delle domande

Le domande si possono presentare dal giorno 16 dicembre 2020 alle ore 12 sul sistema informativo regionale Bandi online all’indirizzo www.bandi.servizirl.it

Tutte le domande in overbooking sono protocollate e accederanno alla fase di istruttoria esclusivamente nel caso in cui si rendessero disponibili ulteriori risorse per economie rilevate in fase di rendicontazione e liquidazione dei contributi assegnati, nonché rinunce o decadenze.

A seguito delle modifiche normative intervenute da luglio 2020, per la presentazione della domanda:

  • non è necessario allegare la “Modulistica antimafia” (ex allegato 4 dell’Avviso)
  • è da compilare il nuovo modulo per la dichiarazione degli aiuti de minimis, allegato B del decreto 13941 del 2020, che sostituisce l’allegato 2) approvato con decreto 1942/2020.
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FORMAZIONE DIRIGENTI: Pubblicati gli AVVISI FONDIR 2021

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FONDIR mette a disposizione delle aziende iscritte circa 30 milioni di euro per la formazione dirigenti delle aziende.

Avvisi per la formazione dirigenti

Fondir ha pubblicato quattro Avvisi che prevedono due diversi canali di finanziamento:

  • contributi per la realizzazione di piani aziendali, individuali, settoriali e territoriali
  • contributi per partecipare alle iniziative di alta formazione accreditate sulla Bacheca Fondir 

I Piani formativi disegnati sui fabbisogni delle imprese, possono essere presentati con scadenze mensili a partire dal 26 febbraio 2021 fino al 22 novembre 2021. 

Massimali per la formazione dirigenti

Il massimale complessivo, che comprende i piani aziendali è le iniziative in bacheca, di finanziamento per la formazione di ogni dirigente varia tra gli 8.000,00 e i 25.000,00 euro, in ragione del comparto aziendale di riferimento.

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Fondo Nuove Competenze: contributi fondo perduto per la Formazione

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Fondo Nuove Competenze: recepito da ANPAL il decreto che proroga al 30 giugno 2021 il termine per accedere, da parte delle aziende, ai Contributi a Fondo Perduto per la Formazione dei lavoratori.

Come funziona il Fondo Nuove Competenze

Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo del lavoro del personale in formazione, e può essere abbinato al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua relativamente al rimborso dei costi di erogazione, arrivando ad azzerare il costo della formazione.

Lo “strumento” fondo nuove competenze è nuovo perché punta alla ad essere alternativo alla Cassa Integrazione, con benefici quindi sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori.

Il Decreto chiarisce che gli accordi collettivi devono essere sottoscritti entro il 30 giugno 2021 e devono prevedere progetti formativi, il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento e il numero di ore da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze nonché, nei casi di erogazione della formazione da parte dell’impresa, la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto.

Rimodulazione orario di lavoro

L’orario di lavoro potrà essere rimodulato per consentire ai dipendenti la partecipazione ai corsi di formazione i cui costi per le aziende, grazie al fondo nuove competenze, saranno a carico dello Stato. Si segnala che non ci sarà alcuna riduzione della retribuzione per i lavoratori rispetto ai consueti meccanismi della Cassa Integrazione.

Gli accordi sindacali di rimodulazione dell’orario di lavoro e le domande di finanziamento devono essere presentati ad ANPAL per fine giugno e i percorsi formativi devono essere conclusi e rendicontati entro il 31/12/2021.

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Regione Lombardia: Incentivi alle imprese che assumono disoccupati

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Regione Lombardia con delibera del 10 marzo scorso mette a disposizione incentivi alle imprese al fine di stimolare l’assunzione di disoccupati.

Destinatari Incentivi alle Imprese

Regione Lombardia, al fine di sostenere il rilancio delle imprese ed agevolare l’incontro tra domanda ed offerta, propone un pacchetto di incentivi alle aziende per sostenere l’occupazione.

Gli incentivi alle imprese si compongono di un pacchetto di agevolazioni all’assunzione di destinatari delle politiche attive regionali: Dote Unica Lavoro, Azioni di Rete e Garanzia Giovani.

Tipologia di Lavoratori

Gli incentivi alle imprese sono indirizzati all’assunzione di:

  • lavoratori disoccupati, residenti in Lombardia o domiciliati in Lombardia; in questa categoria sono ricompresi anche i percettori di Naspi
  • occupati sospesi (in CIG) presso un’unità produttiva e/o sede operativa ubicata sul territorio di Regione Lombardia, in aziende con previsione di esubero.

A quanto ammontano gli incentivi alle imprese?

L’importo economico del contributo, sotto forma di incentivo alle imprese, per l’abbattimento del costo del personale ammonta a:

  • 5.000 Euro per assunzione di lavoratori fino a 54 anni
  • 7.000 Euro per assunzione di lavoratrici fino a 54 anni
  • 7.000 Euro per assunzioni di lavoratori over 55 anni
  • 9.000 Euro per assunzione di lavoratrici over 55 anni

Inoltre, a tali importi, è riconosciuto un ulteriore contributo pari a 1.000 Euro per:

  • i datori di lavoro con meno di 50 dipendenti
  • le imprese costituite o acquisite da lavoratori, anche in forma cooperativa, che provengono da imprese in crisi (cd. “workers buyout”)

Contratti ammissibili ai fini della richiesta del contributo da parte delle imprese

  • tempo indeterminato
  • tempo determinato di almeno 12 mesi
  • apprendistato

sono ammissibili contratti sia a tempo pieno sia a tempo parziale (di almeno 20 ore settimanali medie).

Sono esclusi i contratti di somministrazione

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Web e minori: un binomio da regolamentare

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Dati alla mano si scopre che un utente del web su tre è minorenne e che l’età del primo approccio a internet è di circa 9 anni. Queste informazioni sembrano preoccupare gli esperti i quali asseriscono che i minori di questa età sono caratterizzati da incoscienza, da intendersi come mancata coscienza critica.

Immaginiamo di dare libero accesso a internet a un bambino di 9 anni. Immaginiamo di fornirgli uno strumento potente come un motore di ricerca. Per mancanza di competenze tecniche o per una limitata capacità di giudizio questo bambino potrebbe non essere in grado di valutare la veridicità di una fonte e prendere per vera una fake news. Questo scenario allarmante non è che un piccolo esempio di quello che può succedere quando un minore entra in contatto con il mondo di internet. I casi di cronaca sono all’ordine del giorno: minori vittime di cyberbullismo, bambini adescati da pedofili del web, ragazzi soggiogati da challenge online.

Sebbene quella esposta sia la realtà, non va omessa l’altra faccia della medaglia. Se utilizzata correttamente la tecnologia può diventare un faro di speranza. Con l’avvento di internet concetti come condivisione, aggregazione e apprendimento hanno assunto un nuovo significato. Per i bambini di oggi la distanza non rappresenta più un ostacolo, imparare è spesso divertente e interattivo e l’accesso alle informazioni è immediato. Scomodando un pensatore come Socrate secondo cui “solo la conoscenza eleva e rende liberi” noi oggi abbiamo tutti i mezzi per poter essere più liberi che mai.

A questo punto, preso atto della grandezza dello spazio virtuale e dell’altrettanto vasta pericolosità di internet come possiamo trovare un compromesso? Cosa possiamo fare per aiutare gli uomini e le donne di domani a sfruttare il potenziale del web senza rimanerne vittima?

La risposta è più semplice a dirsi che a farsi: è necessario educarli all’uso della rete.

In questo delicato compito sono genitori ed educatori a giocare un ruolo fondamentale. I genitori dovranno guidarli alla scoperta dei pericoli e delle potenzialità della rete, fungeranno da intermediari tra loro e i dispositivi tecnologici e li incoraggeranno a utilizzare saggiamente la tecnologia. Dovranno soffermarsi sull’importanza di concetti come riservatezza e prudenza, senza mai dimenticare che i propri figli potrebbero essere sia vittime che carnefici.
Gli educatori dal canto loro dovranno assumersi il ruolo di guida accompagnando questi ragazzi alla scoperta delle proprie vulnerabilità e insegnando un senso civico digitale che oggi sembra completamente assente.

Nonostante gli sforzi di molti educatori preparati e genitori attendi, fenomeni come il grooming e il sexting dilagano nella società di oggi. E quando la prevenzione non è più sufficiente è compito del legislatore individuare le soluzioni migliori per perseguire e punire questi crimini digitali. Un passo in questa direzione è stato compiuto martedì 2 febbraio a Bergamo, dove il Questore Maurizio Auriemma e il Professor Paolo Giulini – presidente del Centro Italiano per la promozione della Mediazione – hanno siglato per la prima volta nella Provincia di Bergamo il Protocollo Zeus, un nuovo protocollo d’intesa in materia di cyberbullismo, atti persecutori e violenza domestica.

La peculiarità di questo progetto sta nell’importanza data al concetto di intervento precoce ossia alla possibilità di intervenire prima che le condotte siano penalmente rilevanti e che la situazione degeneri in un’escalation di violenza. Attenzione rivolta anche a coloro che perpetrano il crimine, che grazie a questo protocollo avranno la possibilità di intraprendere un percorso rieducativo che porti alla presa di coscienza del disvalore sociale delle proprie azioni.

Con questo strumento viene finalmente data voce anche alla problematica del cyberbullismo minorile: un illecito da non sottovalutare soltanto perché messo in atto da minori. All’interno del Protocollo Zeus si invitano gli istituti scolastici a inviare segnalazioni legati a episodi di bullismo alle Forze dell’Ordine così da consentire un intervento preventivo ed efficace. 

Il ricorso alla sanzione è già di per sé una sconfitta, ma purtroppo, ad oggi, questo è l’unico mezzo che abbiamo a disposizione per arginare questi fenomeni che impazzano online. Quello che ci possiamo auspicare è che il presente sia un monito per i genitori di oggi e di domani, affinché si rendano conto di quanto un’educazione all’uso di internet sia fondamentale per la società futura. Di pari passo ci auguriamo che i giovani siano pronti a recepire il messaggio e crescano consapevoli che ciò che accade nel web è reale.

scritto da Enzo Fabio Lauricella “ceo di Fortimpresa”

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