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Obbligo green pass: i nuovi DPCM e le indicazioni per le verifiche

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Come ricordato nei nostri articoli, con il decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 da oggi, 15 ottobre, fino al 31 dicembre 2021, è obbligatorio il possesso del Green Pass per tutti i lavoratori, sia pubblici che privati (lavoratori dipendenti, studi professionali, lavoratori autonomi, soggetti che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato). Sono esclusi i lavoratori esenti dalla campagna vaccinale in base ad idonea certificazione medica.

Ricordiamo che il Green Pass, o Certificazione verde COVID-19, è una certificazione emessa attraverso la piattaforma nazionale del Ministero della Salute e attesta una delle seguenti condizioni: l’avvenuta vaccinazione del cittadino contro il Covid-19, la guarigione da tale virus nei sei mesi precedenti o l’esito negativo dopo aver effettuato un test per la rilevazione di questo.

Abbiamo dato notizia in queste settimane, e continueremo a farlo, non solo delle novità normative e delle indicazioni ufficiali, ma anche dei suggerimenti operativi, delle note, delle criticità, delle indicazioni interpretative presentate da parti sociali e operatori per cercare di favorire questo difficile passaggio delle aziende.

Ci soffermiamo oggi sui due DPCM 12 ottobre 2021 pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 246 del 14 ottobre 2021.

L’articolo si sofferma sui seguenti argomenti:

  • Il DPCM con le indicazioni per la pubblica amministrazione
  • Il DPCM con le indicazioni sugli strumenti informatici per le verifiche
  • DPCM e strumenti informatici: il contenuto degli allegati

Il DPCM con le indicazioni per la pubblica amministrazione

Abbiamo già parlato nei giorni scorsi del DPCM 12 ottobre 2021 che contiene le “ Linee guida in materia di condotta delle pubbliche amministrazioni per l’applicazione della disciplina in materia di obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde COVID-19 da parte del personale”.

Nell’articolo “ Obbligo del green pass: le linee guida per le pubbliche amministrazioni” abbiamo già fatto una presentazione delle linee guida usando come riferimento un prima bozza del provvedimento (versione 6 ottobre).

Ricordiamo oggi, con riferimento al DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che riguardo alle modalità e ai soggetti preposti al controllo l’articolo 1, comma 4, del decreto-legge n. 127 del 2021, si individua “nel datore di lavoro il soggetto preposto al controllo. Per datore di lavoro deve intendersi il dirigente amministrativo apicale di ciascuna amministrazione o soggetto equivalente, a seconda del relativo ordinamento”. Il dirigente apicale “può delegare la predetta funzione – con atto scritto – a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale, ove presenti”.

Il DPCM riporta poi indicazioni sul controllo all’atto dell’accesso al luogo di lavoro e indica che laddove tale controllo non sia effettuato all’ingresso “e si accerti, successivamente, che l’ingresso al luogo di lavoro è avvenuto senza il possesso della certificazione verde Covid19, il personale dovrà essere allontanato dalla sede di servizio, sanzionato ai sensi dell’articolo 9- quinquies, comma 8, del decreto-legge n. 52 del 2021, e sarà considerato assente ingiustificato fino alla esibizione della certificazione verde, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. La medesima sanzione si applica anche nel caso di rifiuto di esibizione della citata certificazione”.

Si segnala poi che qualora all’atto delle modalità di accertamento sopra descritte il lavoratore risulti non essere in possesso della certificazione verde Covid-19:

  •  “in caso di accertamento svolto all’accesso della struttura, a campione o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici: il personale preposto al controllo vieterà al lavoratore senza green pass valido l’accesso alla struttura, invitandolo ad allontanarsi. Il preposto al controllo comunica con immediatezza, all’ufficio competente il nominativo del personale al quale non è stato consentito l’accesso; ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative” (…).
  • “nel caso in cui l’accertamento sia svolto dopo l’accesso alla sede, a tappeto o a campione: il dirigente che ha svolto l’accertamento, se del caso attraverso il responsabile della struttura di appartenenza, dovrà intimare al lavoratore sprovvisto di certificazione valida, al momento del primo accesso al luogo di lavoro, di lasciare immediatamente il posto di lavoro e comunicare ai competenti uffici l’inizio dell’assenza ingiustificata che perdurerà fino alla esibizione della certificazione verde, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In questo caso, inoltre, dopo aver accertato l’accesso nella sede di lavoro senza certificazione, il dirigente competente sarà tenuto ad avviare anche la procedura sanzionatoria di cui all’articolo 9-quinquies del decreto-legge n. 52 del 2021 (che sarà irrogata dal Prefetto competente per territorio)”.

Il DPCM con le indicazioni sugli strumenti informatici per le verifiche

Veniamo ora al secondo DPCM 12 ottobre 2021 che contiene le Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021, recante «Disposizioni attuative dell’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19″». Decreto che ha efficacia dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Si tratta di un DPCM che riporta ulteriori indicazioni per le modalità di verifica del possesso di green pass in ambito lavorativo pubblico e privato fornendo strumenti informatici per consentire una verifica quotidiana e automatizzata.

Ricordiamo anche che, come indicato sul sito dgc.gov.it, che per semplificare le operazioni di verifica delle Certificazioni da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, in aggiunta all’App VerificaC19, è disponibile dal 13 ottobre il pacchetto di sviluppo open source SDK – Software Development Kit, che permette di automatizzare le verifiche nei sistemi di controllo degli accessi.

Riprendiamo, a titolo esemplificativo, quanto normato dal nuovo DPCM con l’inserimento di alcuni nuovi commi dopo il comma 8 dell’articolo 13 (Verifica delle certificazioni verdi COVID-19 emesse dalla Piattaforma nazionale-DGC) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021.

Ad esempio il nuovo comma 10 indica che “al fine di assicurare il più efficace ed efficiente processo di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 nell’ambito lavorativo pubblico e privato ai sensi degli articoli 9-quinquies e 9-septies del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, il Ministero della salute rende disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità, descritte nell’allegato H, che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, senza rivelare le ulteriori informazioni conservate, o comunque trattate, nell’ambito della Piattaforma nazionale-DGC, attraverso:

  • l’utilizzo di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (Software Development Kit-SDK), rilasciato dal Ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, le funzionalità di verifica della Certificazione verde COVID-19, mediante la lettura del QR code;
  • una interazione, in modalità asincrona, tra la Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze per la gestione del personale delle pubbliche amministrazioni, e la PN-DGC per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti pubblici degli enti aderenti a NoiPA;
  • una interazione, in modalità asincrona, tra il Portale istituzionale INPS, e la PN-DGC, per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti dei datori di lavoro, con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA;
  • una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi informativi di gestione del personale delle amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, e la PN-DGC, per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei propri dipendenti.

Inoltre (comma 11) “le funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 di cui alle lettere b) e c) del comma 10, attivate previa richiesta del datore di lavoro, sono rese disponibili al solo personale autorizzato alla verifica per conto del datore di lavoro. La funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID 19 di cui alla lettera d) del comma 10 è attivata previa autorizzazione e accreditamento, sulla base di apposita convenzione con il Ministero della salute”.

DPCM e strumenti informatici: il contenuto degli allegati

Ricordiamo, in conclusione, la recente pubblicazione, da parte del Governo, di alcune risposte alle più diffuse domande sulle verifiche, e riportiamo i sommari dei vari allegati del secondo DPCM 12 ottobre 2021 contenente “Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 giugno 2021, recante «Disposizioni attuative dell’articolo 9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, “Misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19″».

ALLEGATO A Dati trattati dai sistemi informativi per la generazione delle certificazioni verdi COVID-19 dalla PN-DGC e dati riportati nelle certificazioni verdi COVID-19 generate dalla PN-DGC

1. Dati trattati dai sistemi informativi per la generazione delle certificazioni verdi COVID-19 dalla PN-DGC

1A. Certificazioni verdi COVID-19 di avvenuta vaccinazione emessi dalla PN-DGC (art. 5)

1B. Certificazioni verdi COVID-19 di avvenuta guarigione emessi dalla PN-DGC (art. 6) .

1C. Certificazioni verdi COVID-19 di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo emessi dalla PN-DGC (art. 7)

2. Dati riportati nelle certificazioni verdi COVID-19 generate dalla PN-DGC

2A. Certificazione verde Covid-19 di avvenuta vaccinazione

2B. Certificazione verde Covid-19 di avvenuta guarigione

2C. Certificazione verde Covid-19 di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo

ALLEGATO B Funzioni e servizi della Piattaforma Nazionale-DGC (PN-DGC)

1. Modalità di generazione delle certificazioni verdi COVID-19

a. Vaccinazione

b. Guarigione

c. Test antigenico rapido o molecolare con esito negativo

2. Modalità di revoca delle certificazioni verdi COVID-19

3. Regole di validazione delle certificazioni verdi COVID-19

4. Processo di verifica tramite App

5. Interoperabilità Europea

6. Recupero AUTHCODE in modalità autonoma

7. Recupero Certificazione per soggetti privi di Tessera Sanitaria

ALLEGATO C “Documento tecnico Sistema TS: funzionalità di acquisizione dati per le Certificazioni verdi COVID-19. Dati e relativo trattamento”

1. INTRODUZIONE

2. ACRONIMI E GLOSSARIO

3. DOCUMENTAZIONE CORRELATA

3.1 RIFERIMENTI NORMATIVI

3.2 DOCUMENTAZIONE TECNICA

4. SERVIZI PER LA COMUNICAZIONE DEGLI ESITI DEI TAMPONI ESEGUITI PRESSO STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE

4.1 DESCRIZIONE DEI SERVIZI

4.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

4.3 ACCESSO AI SERVIZI

4.4 TRACCIATI DEI SERVIZI

4.4.1 SERVIZIO DI INVIO ESECUZIONE TEST

4.4.2 SERVIZIO DI ANNULLAMENTO ESECUZIONE TEST

4.4.3 SERVIZIO DI ELENCO TEST EFFETTUATI

4.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

5. SERVIZI PER LA COMUNICAZIONE DEGLI ESITI DEI TAMPONI E DEI CERTIFICATI DI GUARIGIONE DA PARTE DEI MEDICI

5.1 DESCRIZIONE DEI SERVIZI

5.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

5.3 ACCESSO AI SERVIZI

5.4 TRACCIATI DEI SERVIZI

5.4.1 SERVIZIO DI INVIO ESECUZIONE TEST

5.4.2 SERVIZIO DI ANNULLAMENTO ESECUZIONE TEST

5.4.3 SERVIZIO DI ELENCO TEST EFFETTUATI

5.4.4 SERVIZIO DI INVIO CERTIFICATO DI GUARIGIONE

5.4.5 SERVIZIO DI ANNULLAMENTO CERTIFICATO DI GUARIGIONE

5.4.6 SERVIZIO DI ELENCO CERTIFICATI DI GUARIGIONE INSERITI

5.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

6. SERVIZI PER LA COMUNICAZIONE DEGLI ESITI DEI TAMPONI DA PARTE DELLE FARMACIE E DELLE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE ACCREDITATE

6.1 DESCRIZIONE DEI SERVIZI

6.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

6.3 ACCESSO AI SERVIZI

6.4 TRACCIATI DEI SERVIZI

6.4.1 SERVIZIO DI INVIO ESECUZIONE TEST

6.4.2 SERVIZIO DI ANNULLAMENTO ESECUZIONE TEST

6.4.3 SERVIZIO DI ELENCO TEST EFFETTUATI 2

6.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

7. SERVIZI PER LA COMUNICAZIONE DEI CERTIFICATI DI GUARIGIONE DA PARTE DEGLI OPERATORI SANITARI DELLE ASL / AZIENDE OSPEDALIERE

7.1 DESCRIZIONE DEI SERVIZI

7.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

7.3 ACCESSO AI SERVIZI

7.4 TRACCIATI DEI SERVIZI

7.4.1 SERVIZIO DI INVIO CERTIFICATO DI GUARIGIONE

7.4.2 SERVIZIO DI ANNULLAMENTO CERTIFICATO DI GUARIGIONE

7.4.3 SERVIZIO DI ELENCO CERTIFICATI DI GUARIGIONE INSERITI

7.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

8. RECUPERO DATI DI CONTATTO PER LE SOMMINISTRAZIONI

8.1 MODALITÀ DI FRUIZIONE

8.2 ACCESSO AL SERVIZIO

8.3 TRACCIATO

8.4 REGISTRAZIONE DELLE TRASMISSIONI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

9. COMUNICAZIONE DATI INFEZIONE PREGRESSA O SUCCESSIVA VERSO AVN

9.1 MODALITÀ DI FRUIZIONE

9.2 ACCESSO AL SERVIZIO

9.3 TRACCIATO

9.4 REGISTRAZIONE DELLE TRASMISSIONI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

10. SERVIZIO PER IL RECUPERO DEGLI AUTHCODE ASSOCIATI AI DIGITAL GREEN CERTIFICATE DA PARTE DEGLI OPERATORI DELL CALL CENTER DEL MINISTERO DELLA SALUTE

10.1 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO

10.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

10.3 ACCESSO E AUTORIZZAZIONE AL SERVIZIO

10.4 TRACCIATO DEL SERVIZIO

10.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

11. SERVIZIO PER LA VERIFICA DELLO STATO DI EMISSIONE DEL DIGITAL GREEN CERTIFICATE DA PARTE DEGLI OPERATORI DEL MINISTERO DELLA SALUTE

11.1 DESCRIZIONE DEL SERVIZIO

11.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

11.3 ACCESSO E AUTORIZZAZIONE AL SERVIZIO

11.4 TRACCIATO DEL SERVIZIO

11.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

12 RESTITUZIONE ALLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME DEI DATI INVIATI PER IL DGC E IL RELATIVO STATO DI EMISSIONE

12.1 MODALITÀ DI FRUIZIONE

12.2 ACCESSO AL SERVIZIO

12.3 TRACCIATO

12.4 REGISTRAZIONE DELLE TRASMISSIONI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

13 SERVIZI PER LA VERIFICA DEI DATI DA PARTE DELLA PN-DGC AI FINI DEL RECUPERO DGC

13.1 DESCRIZIONE DEI SERVIZI

13.2 MODALITÀ DI FRUIZIONE

13.3 ACCESSO AI SERVIZI

13.4 TRACCIATI DEI SERVIZI

13.5 REGISTRAZIONE DEGLI ACCESSI APPLICATIVI E TEMPI DI CONSERVAZIONE

ALLEGATO H “Modalità per il controllo automatizzato del possesso della Certificazione verde COVID-19”

1. Introduzione

2. Verifica Certificazione verde COVID-19 tramite SDK

2.1 MODALITÀ DI DOWNLOAD DELLA SDK

2.2 MODALITÀ DI UTILIZZO DELLA SDK

3. Verifica Certificazione verde COVID-19 tramite NoiPA.

3.1 DESCRIZIONE DEL FLUSSO TRAMITE NOIPA

3.2 MODALITÀ DI UTILIZZO DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE

4. Verifica Certificazione verde COVID-19 tramite PORTALE INPS

4.1 SERVIZIO ESPOSTO DALLA PIATTAFORMA DGC

4.2 DESCRIZIONE DEL FLUSSO TRAMITE INPS

4.3 FRUIZIONE DEL SERVIZIO DA PARTE DI INPS

4.4 NUOVO SERVIZIO DI VERIFICA GREENPASS SU INPS

5. Verifica Certificazione verde COVID-19 mediante interoperabilità applicativa

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Chi ha l’obbligo giuridico di riferire la violazione dell’obbligo di green pass?

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In relazione alle tante domande delle aziende, dei lavoratori, sugli obblighi relativi al possesso della certificazione verde COVID-19 (“ Green Pass”), torniamo oggi a parlare del nuovo decreto-legge 21 settembre 2021, n. 127 recanteMisure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening”.

Ricordiamo che il decreto-legge 127/2021 prevede – dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza – l’obbligo della certificazione verde COVID-19 per l’accesso ai luoghi di lavoro pubblici e privati.

Proponiamo un nuovo contributo dell’avvocato Rolando Dubini che si sofferma, in particolare, su chi ha l’obbligo giuridico di riferire al prefetto (Art. 4, comma 9, del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito dalla legge 22 maggio 2020, n. 35) le violazioni relative alla mancanza di Green Pass.

Il datore di lavoro e i suoi incaricati NON hanno alcun obbligo giuridico di riferire al prefetto ( decreto legge 127/2021) le violazioni in azienda dell’obbligo di Green pass per l’accesso nei luoghi di lavoro e del datore di lavoro da elaborare entro il 15.10.2021.

Tra l’altro in caso di infezione in azienda sarebbe pure una autodenuncia: come ha fatto il lavoratore senza green pass ad entrare in azienda? Questo significa che la procedura aziendale non funziona.

Oppure il datore di lavoro che non ha fatto la procedura di verifica del green pass si deve autodenunciare?

I soggetti incaricati di accertare le violazioni del decreto legge n. 127/2021 ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative NON sono (MAI, e in nessun caso) i soggetti (privati) designati dal datore di lavoro per verificare il possesso del green pass.

 Sono viceversa soggetti completamente diversi.

Sono funzionari pubblici indicati dalla legge, che utilizzano una modulistica standard e che sono obbligati per legge da sempre a riferire al prefetto per determinate violazioni.

Invece i soggetti privati non hanno alcun legame funzionale col prefetto, sono meri soggetti privati, e non sono tenuti a segnalare nulla.

È esattamente come per le violazioni del lockdown per zone gialle e arancioni e rosse, chi garantisce il rispetto delle norme anticontagio, se violate, sono sempre e solo funzionari pubblici, polizia di stato, polizia municipale ecc.

E il privato non c’entra nulla col prefetto, non ha alcun obbligo di riferire al prefetto e il prefetto non sa che farsene di segnalazioni che gli farebbero solo perdere tempo, nella maggior parte dei casi.

L’attività di accertamento degli illeciti e quella di irrogazione delle relative sanzioni è disciplinata in via generale dalle norme della Legge 24 novembre 1981 n. 689.

L’articolo 13 della Legge 689/1981 chiarisce che chi accetta le violazioni amministrative è SEMPRE un funzionario pubblico e MAI un privato, perché dispone di poteri esclusivi della pubblica amministrazione

“Art. 13 Atti di accertamento

Gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.

Possono altresì procedere al sequestro cautelare delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa, nei modi e con i limiti con cui il codice di procedura penale consente il sequestro alla polizia giudiziaria.

È sempre disposto il sequestro del veicolo a motore o del natante posto in circolazione senza essere coperto dalla assicurazione obbligatoria e del veicolo posto in circolazione senza che per lo stesso sia stato rilasciato il documento di circolazione.

All’accertamento delle violazioni punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono procedere anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, i quali, oltre che esercitare i poteri indicati nei precedenti commi, possono procedere, quando non sia possibile acquisire altrimenti gli elementi di prova, a perquisizioni in luoghi diversi dalla privata dimora, previa autorizzazione motivata del pretore del luogo ove le perquisizioni stesse dovranno essere effettuate. Si applicano le disposizioni del primo comma dell’articolo 333 e del primo e secondo comma dello articolo 334 del codice di procedura penale.

È fatto salvo l’esercizio degli specifici poteri di accertamento previsti dalle leggi vigenti”

L’articolo 3 comma 9 del decreto legge 127/2021 sull’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro dice chiaramente che si applica l’articolo Art. 4 – Sanzioni e controlli – comma 9 del decreto legge 5 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, che così dispone:

“Il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia, del personale dei corpi di polizia municipale munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali.

Al personale delle Forze armate impiegato, previo provvedimento del Prefetto competente, per assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento di cui agli articoli 1 e 2 e’ attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza.

Il prefetto assicura l’esecuzione delle misure di contenimento nei luoghi di lavoro avvalendosi anche del personale ispettivo dell’azienda sanitaria locale competente per territorio e dell’Ispettorato nazionale del lavoro limitatamente alle sue competenze in materia di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Avviso Smart Working – Voucher dal 16 dicembre 2020

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ASSE 1 OCCUPAZIONE / AZIONE 8.6.1

Il bando di Regione Lombardia è stato finanziato grazie al Fondo Sociale Europeo per “promuovere modelli di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività in azienda ed agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, eliminando il vincolo del luogo ove deve essere svolta la prestazione e lasciando libertà di scelta al lavoratore”.

Il Bando è destinato ad imprese lombarde, con almeno 3 dipendenti, interessate all’adozione ed attuazione del Piano di Smart Working.

Presentazione delle domande

Le domande si possono presentare dal giorno 16 dicembre 2020 alle ore 12 sul sistema informativo regionale Bandi online all’indirizzo www.bandi.servizirl.it

Tutte le domande in overbooking sono protocollate e accederanno alla fase di istruttoria esclusivamente nel caso in cui si rendessero disponibili ulteriori risorse per economie rilevate in fase di rendicontazione e liquidazione dei contributi assegnati, nonché rinunce o decadenze.

A seguito delle modifiche normative intervenute da luglio 2020, per la presentazione della domanda:

  • non è necessario allegare la “Modulistica antimafia” (ex allegato 4 dell’Avviso)
  • è da compilare il nuovo modulo per la dichiarazione degli aiuti de minimis, allegato B del decreto 13941 del 2020, che sostituisce l’allegato 2) approvato con decreto 1942/2020.
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FORMAZIONE DIRIGENTI: Pubblicati gli AVVISI FONDIR 2021

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FONDIR mette a disposizione delle aziende iscritte circa 30 milioni di euro per la formazione dirigenti delle aziende.

Avvisi per la formazione dirigenti

Fondir ha pubblicato quattro Avvisi che prevedono due diversi canali di finanziamento:

  • contributi per la realizzazione di piani aziendali, individuali, settoriali e territoriali
  • contributi per partecipare alle iniziative di alta formazione accreditate sulla Bacheca Fondir 

I Piani formativi disegnati sui fabbisogni delle imprese, possono essere presentati con scadenze mensili a partire dal 26 febbraio 2021 fino al 22 novembre 2021. 

Massimali per la formazione dirigenti

Il massimale complessivo, che comprende i piani aziendali è le iniziative in bacheca, di finanziamento per la formazione di ogni dirigente varia tra gli 8.000,00 e i 25.000,00 euro, in ragione del comparto aziendale di riferimento.

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Fondo Nuove Competenze: contributi fondo perduto per la Formazione

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Fondo Nuove Competenze: recepito da ANPAL il decreto che proroga al 30 giugno 2021 il termine per accedere, da parte delle aziende, ai Contributi a Fondo Perduto per la Formazione dei lavoratori.

Come funziona il Fondo Nuove Competenze

Il Fondo Nuove Competenze rimborsa il costo del lavoro del personale in formazione, e può essere abbinato al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua relativamente al rimborso dei costi di erogazione, arrivando ad azzerare il costo della formazione.

Lo “strumento” fondo nuove competenze è nuovo perché punta alla ad essere alternativo alla Cassa Integrazione, con benefici quindi sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori.

Il Decreto chiarisce che gli accordi collettivi devono essere sottoscritti entro il 30 giugno 2021 e devono prevedere progetti formativi, il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento e il numero di ore da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze nonché, nei casi di erogazione della formazione da parte dell’impresa, la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto.

Rimodulazione orario di lavoro

L’orario di lavoro potrà essere rimodulato per consentire ai dipendenti la partecipazione ai corsi di formazione i cui costi per le aziende, grazie al fondo nuove competenze, saranno a carico dello Stato. Si segnala che non ci sarà alcuna riduzione della retribuzione per i lavoratori rispetto ai consueti meccanismi della Cassa Integrazione.

Gli accordi sindacali di rimodulazione dell’orario di lavoro e le domande di finanziamento devono essere presentati ad ANPAL per fine giugno e i percorsi formativi devono essere conclusi e rendicontati entro il 31/12/2021.

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Regione Lombardia: Incentivi alle imprese che assumono disoccupati

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Regione Lombardia con delibera del 10 marzo scorso mette a disposizione incentivi alle imprese al fine di stimolare l’assunzione di disoccupati.

Destinatari Incentivi alle Imprese

Regione Lombardia, al fine di sostenere il rilancio delle imprese ed agevolare l’incontro tra domanda ed offerta, propone un pacchetto di incentivi alle aziende per sostenere l’occupazione.

Gli incentivi alle imprese si compongono di un pacchetto di agevolazioni all’assunzione di destinatari delle politiche attive regionali: Dote Unica Lavoro, Azioni di Rete e Garanzia Giovani.

Tipologia di Lavoratori

Gli incentivi alle imprese sono indirizzati all’assunzione di:

  • lavoratori disoccupati, residenti in Lombardia o domiciliati in Lombardia; in questa categoria sono ricompresi anche i percettori di Naspi
  • occupati sospesi (in CIG) presso un’unità produttiva e/o sede operativa ubicata sul territorio di Regione Lombardia, in aziende con previsione di esubero.

A quanto ammontano gli incentivi alle imprese?

L’importo economico del contributo, sotto forma di incentivo alle imprese, per l’abbattimento del costo del personale ammonta a:

  • 5.000 Euro per assunzione di lavoratori fino a 54 anni
  • 7.000 Euro per assunzione di lavoratrici fino a 54 anni
  • 7.000 Euro per assunzioni di lavoratori over 55 anni
  • 9.000 Euro per assunzione di lavoratrici over 55 anni

Inoltre, a tali importi, è riconosciuto un ulteriore contributo pari a 1.000 Euro per:

  • i datori di lavoro con meno di 50 dipendenti
  • le imprese costituite o acquisite da lavoratori, anche in forma cooperativa, che provengono da imprese in crisi (cd. “workers buyout”)

Contratti ammissibili ai fini della richiesta del contributo da parte delle imprese

  • tempo indeterminato
  • tempo determinato di almeno 12 mesi
  • apprendistato

sono ammissibili contratti sia a tempo pieno sia a tempo parziale (di almeno 20 ore settimanali medie).

Sono esclusi i contratti di somministrazione

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Web e minori: un binomio da regolamentare

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Dati alla mano si scopre che un utente del web su tre è minorenne e che l’età del primo approccio a internet è di circa 9 anni. Queste informazioni sembrano preoccupare gli esperti i quali asseriscono che i minori di questa età sono caratterizzati da incoscienza, da intendersi come mancata coscienza critica.

Immaginiamo di dare libero accesso a internet a un bambino di 9 anni. Immaginiamo di fornirgli uno strumento potente come un motore di ricerca. Per mancanza di competenze tecniche o per una limitata capacità di giudizio questo bambino potrebbe non essere in grado di valutare la veridicità di una fonte e prendere per vera una fake news. Questo scenario allarmante non è che un piccolo esempio di quello che può succedere quando un minore entra in contatto con il mondo di internet. I casi di cronaca sono all’ordine del giorno: minori vittime di cyberbullismo, bambini adescati da pedofili del web, ragazzi soggiogati da challenge online.

Sebbene quella esposta sia la realtà, non va omessa l’altra faccia della medaglia. Se utilizzata correttamente la tecnologia può diventare un faro di speranza. Con l’avvento di internet concetti come condivisione, aggregazione e apprendimento hanno assunto un nuovo significato. Per i bambini di oggi la distanza non rappresenta più un ostacolo, imparare è spesso divertente e interattivo e l’accesso alle informazioni è immediato. Scomodando un pensatore come Socrate secondo cui “solo la conoscenza eleva e rende liberi” noi oggi abbiamo tutti i mezzi per poter essere più liberi che mai.

A questo punto, preso atto della grandezza dello spazio virtuale e dell’altrettanto vasta pericolosità di internet come possiamo trovare un compromesso? Cosa possiamo fare per aiutare gli uomini e le donne di domani a sfruttare il potenziale del web senza rimanerne vittima?

La risposta è più semplice a dirsi che a farsi: è necessario educarli all’uso della rete.

In questo delicato compito sono genitori ed educatori a giocare un ruolo fondamentale. I genitori dovranno guidarli alla scoperta dei pericoli e delle potenzialità della rete, fungeranno da intermediari tra loro e i dispositivi tecnologici e li incoraggeranno a utilizzare saggiamente la tecnologia. Dovranno soffermarsi sull’importanza di concetti come riservatezza e prudenza, senza mai dimenticare che i propri figli potrebbero essere sia vittime che carnefici.
Gli educatori dal canto loro dovranno assumersi il ruolo di guida accompagnando questi ragazzi alla scoperta delle proprie vulnerabilità e insegnando un senso civico digitale che oggi sembra completamente assente.

Nonostante gli sforzi di molti educatori preparati e genitori attendi, fenomeni come il grooming e il sexting dilagano nella società di oggi. E quando la prevenzione non è più sufficiente è compito del legislatore individuare le soluzioni migliori per perseguire e punire questi crimini digitali. Un passo in questa direzione è stato compiuto martedì 2 febbraio a Bergamo, dove il Questore Maurizio Auriemma e il Professor Paolo Giulini – presidente del Centro Italiano per la promozione della Mediazione – hanno siglato per la prima volta nella Provincia di Bergamo il Protocollo Zeus, un nuovo protocollo d’intesa in materia di cyberbullismo, atti persecutori e violenza domestica.

La peculiarità di questo progetto sta nell’importanza data al concetto di intervento precoce ossia alla possibilità di intervenire prima che le condotte siano penalmente rilevanti e che la situazione degeneri in un’escalation di violenza. Attenzione rivolta anche a coloro che perpetrano il crimine, che grazie a questo protocollo avranno la possibilità di intraprendere un percorso rieducativo che porti alla presa di coscienza del disvalore sociale delle proprie azioni.

Con questo strumento viene finalmente data voce anche alla problematica del cyberbullismo minorile: un illecito da non sottovalutare soltanto perché messo in atto da minori. All’interno del Protocollo Zeus si invitano gli istituti scolastici a inviare segnalazioni legati a episodi di bullismo alle Forze dell’Ordine così da consentire un intervento preventivo ed efficace. 

Il ricorso alla sanzione è già di per sé una sconfitta, ma purtroppo, ad oggi, questo è l’unico mezzo che abbiamo a disposizione per arginare questi fenomeni che impazzano online. Quello che ci possiamo auspicare è che il presente sia un monito per i genitori di oggi e di domani, affinché si rendano conto di quanto un’educazione all’uso di internet sia fondamentale per la società futura. Di pari passo ci auguriamo che i giovani siano pronti a recepire il messaggio e crescano consapevoli che ciò che accade nel web è reale.

scritto da Enzo Fabio Lauricella “ceo di Fortimpresa”

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